ANCORA DUE PAROLE SULLA NOSTRA DISTRIBUZIONE

Avviene di frequente che alcuni film, prodotti grazie al fondo per lo spettacolo, non trovino una distribuzione adeguata o, addirittura, non la trovino affatto.

Si tratta di opere interessanti che meriterebbero di essere viste ma che, per così dire, finiscono per essere vittime dello stesso sistema produttivo che le ha create. In definitiva, sono film che non verranno mai visti. Per un film, questo è il peggior finale.
Il regista Ivano De Matteo (Ultimo stadio, film 2002) racconta di come il suo primo lungometraggio, finanziato col fondo statale, sia caduto vittima di questo sistema. All’improvviso, misteriosamente, il denaro che doveva sostenere i costi della distribuzione nelle sale è scomparso. Quattrocentocinquantamila euro. Puff!
E’ un sistema perverso che sembra divorare se stesso in modo compulsivo.
Come avete avuto modo di osservare quindi, una distribuzione virtuosa è di vitale importanza per un film. Così tanto che spesso ne determina la sua fortuna.
Il nostro film vuole ardentemente andare sullo schermo come i bambini desiderano ardentemente camminare.
Ma non abbiamo a disposizione nessun budget che possa coprire questa spesa simultaneamente su un circuito cinematografico.
Era del Rame uscirà, almeno in un primo momento, in un solo Cinema, che sarà disposto a metterci in cartellone assieme alle grosse produzioni (sono tutte più grosse di noi) e a tenerci lì per qualche giorno.

Se il film piace e attrae pubblico allora Era del Rame conquisterà un altro giorno di programmazione, e così via fino a che avrà compiuto il suo ciclo.
Ora potete vedere il filo rosso che lega voi Produttori agli Spettatori. Siete la stessa persona.
In definitiva, quando Era del Rame sarà pronto per la sala, avrà già il suo pubblico. Una parte di questo pubblico, quelli che non hanno comprato i fotogrammi, comprerà il biglietto.
Se non stiamo facendo i conti senza l’oste allora possiamo continuare a riempire il bicchiere.
Al prossimo Post.

EDR, 17 Febbraio 2012

DUE PAROLE AI NOSTRI PRODUTTORI

Vediamo di spiegarvi cosa stiamo cercando di fare.

Innanzitutto ci siamo detti: fare un film è uno sforzo titanico, affrontiamolo per parti.

Cominciamo adottando una formula produttiva più libera rispetto a quella classica del cinema, ovvero quella che fa più o meno così: prima si scrive tutto, poi si gira tutto, infine si monta tutto. Facciamo in un altro modo: lavoriamo su tre episodi più brevi. Scriviamo il primo, giriamolo, montiamolo e guardiamocelo. Com’è? Mmmh, mancano alcune inquadrature importanti, lì c’è bisogno di un dettaglio, il finale non è stato girato nel modo giusto, e infine, quell’altra scena è di troppo. Bene, torniamo a scrivere, girare di nuovo, smontare e rimontare ancora perché, ora che finalmente possiamo vederla, la storia ci suggerisce nuovi aspetti di sé, strade alternative e punti di vista sconosciuti che al principio, quando abbiamo cominciato a delinearla, non potevamo lontanamente immaginare. La storia ci sta ripagando.

Com’è venuta ora? Abbiamo bisogno di un parere esterno, siamo troppo coinvolti in prima persona per esprimere un giudizio. La mostriamo a persone di fiducia: i loro pareri ci rincuorano, non stiamo raccontando masturbazioni mentali unicamente nostre. Bene, forse abbiamo trovato anche un pubblico.

Quanto abbiamo speso fino adesso? Non tanto visto che parliamo di un film, ma abbastanza visto che il denaro è il nostro.

Non possiamo continuare senza altri soldi. Come fare?

L’aspetto più interessante delle buone idee è che, come i semi, si diffondono col vento. Alcuni di questi semi cadranno tra le rocce, e non germoglieranno mai, altri invece, aiutati dal caso, troveranno  terra fertile e acqua a sufficienza.

Deve essere successo proprio questo a Vittorio Moroni quando, per finanziare il suo film, inventò la vendita del biglietto prima che il film fosse ancora terminato. Geniale.

Prendiamo in prestito questa idea e continuiamo.

A questo punto si apre una nuova fase: la condivisione della realizzazione del film coi Piccoli Produttori.

Abbiamo tra le mani un pezzetto del film già montato, è la carta che ci stiamo giocando per attrarre attenzione e adesione sul nostro lavoro. Questo breve estratto però ha già il sapore e l’atmosfera di tutto il film.

Nel prossimo post proveremo a spiegarvi meglio questa nuova fase e dove vogliamo arrivare.

EDR, 13 febbraio 2012